Chi l'avrebbe mai detto: studenti in carcere a fare teatro.
Casa Circondariale di Trento
Comune di Trento - Assessorato alla Cultura
Liceo L. da Vinci di Trento
Casa Circondariale di Trento, via Pilati
3 giugno 2005 ore 15.00
Fra febbraio e maggio nel carcere di Trento una decina di giovani detenuti e alcuni studenti del Liceo Leonardo da Vinci si sono incontrati a cadenza settimanale in una cella per svolgere un laboratorio teatrale della durata di circa venti ore complessive.
Il gruppo ha lavorato sulla espressione del corpo, della voce e dello sguardo. Sono state costruite e dipinte maschere di cartapesta come oggetti di scena.
Ognuno dei partecipanti ha ricordato e raccontato agli altri un episodio della propria infanzia legato a un’esperienza di viaggio. Queste storie si sono poi intrecciate fondendosi in una sequenza scenica unitaria che viene presentata nella dimostrazione odierna.
Per quanto consentito dalle condizioni operative, i componenti del gruppo hanno condiviso in modo paritario ogni momento dell’attività senza distinzioni di ruoli o di funzioni. Al laboratorio hanno partecipato persone provenienti da Marocco, Tunisia, Albania, Colombia, Palestina, Senegal e Italia e questa base multietnica ha particolarmente arricchito il percorso con spunti linguistici, culturali, sociali e storici anche se la lingua di base della rappresentazione è l’italiano. Per ragioni legate alla loro vicenda giudiziaria, non tutti i detenuti possono partecipare all’evento odierno, ma cenni alla loro storia sono rimasti nella rappresentazione.
Si è cercato di trasformare in una risorsa estetica la limitazione spaziale-, e cioè la cella adibita ad aula scolastica nell’ala trattamentale del carcere, - nella quale è stato preparato l’allestimento della dimostrazione di lavoro, anche se questo riduce il numero di spettatori a un massimo di 6-8 persone.
Grazie alla collaborazione con il Centro Audiovisivi della Provincia Autonoma di Trento, l’evento sarà videoregistrato per poter avere una maggiore diffusione dell’esperienza.
Chi ha progettato e curato questo laboratorio ritiene che si sia trattato di una piccola ma significativa occasione di incontro e di arricchimento reciproco fra il carcere e il suo territorio ed esprime l’auspicio che si possano creare le condizioni per tenere aperto questo canale di comunicazione e di confronto che è nato grazie alla sensibilità e disponibilità di dirigenti ed educatori del carcere di Trento. Un ringraziamento particolare agli agenti di custodia che hanno reso possibile e agevolato lo svolgimento del laboratorio.
Durata della rappresentazione: 17 minuti
Interpreti (indicati solo con il nome proprio): Abdellatif, Abderrhamen, Caterina, Fabio, Gerry, Giancarlo, Hichem, Marta, Mustapha, Sami.
Hanno partecipato inoltre al laboratorio: Alex, Ervis, Erzen, Morad, Moulay, Nicola, N’gui.
Laboratorio di espressione corporea e drammaturgia: Amedeo Savoia (insegnante di Lettere del Liceo L. da Vinci)
Laboratorio di cartapesta: Emilio Picone (insegnante di Disegno e Storia dell’Arte del Liceo L. da Vinci)
In collaborazione con Luisa Rapanà e Grazia Pevarello (insegnanti di scuola primaria presso la Casa Circondariale)
Documentazione video: Diego Busacca per il Centro Audiovisivi della Provincia di Trento
Ingresso a invito
Stiamo raccogliendo i nomi di tutte le persone che hanno partecipato a questo spettacolo. A breve li inseriremo. Chi sa di aver partecipato, può aiutarci compilando questo modulo. Se qualcuno non vedesse comparire il proprio nome o quello di altre persone, può segnalarcelo con un messaggio a sottoildavinci@gmail.com