TRENTO // LICEO SCIENTIFICO LEONARDO DA VINCI // DAL 18.5 AL 9.6.2026 // INGRESSO LIBERO E GRATUITO


Come è andata? Facciamo parlare i numeri!

La mostra ha superato le previsioni: 80 studenti coinvolti nella sua realizzazione, visite guidate per 38 classi del liceo (circa 700 persone), circa 500 i visitatori esterni presenti nella serata di inaugurazione e nelle aperture dedicate. In totale circa 1200 persone. Grande riscontro anche nelle visite a sottoildavinci.it (circa 550 visitatori solo nella sera dell’inaugurazione) e nella campagna social su Instagram (@sottoildavinci): 279 mila visualizzazioni totali, di cui 70 mila utenti unici e circa 870 follower raggiunti in un solo mese.



Una discesa nel cuore del teatro

È l'ora del ritorno

Non è solo memoria.

La parola è rivolta alla comunità e rivela due spazi nel centro storico per fare cultura, arte e spettacolo: uno sognato e uno ritrovato. Entrambi sono nel seminterrato del liceo L. da Vinci di Trento.

Lo spazio sognato è un vecchio teatro in legno all’italiana in abbandono dagli anni settanta del secolo scorso. Fino ad allora, a partire da primi del novecento, il palazzo aveva ospitato il seminario minore e gli allievi vi mettevano in scena commedie e operette musicali, attesi squarci di entusiasmo nell’ordinaria atmosfera severa di quella scuola.

Dopo anni di oblio, anche tanti studenti del subentrato liceo L. da Vinci avrebbero voluto mettervi in scena i loro spettacoli. Li hanno fatti, invece, a partire dal 1997 in alcuni locali lì vicino. La sala delle colonne ospitava il laboratorio teatrale. La sala dei pilastri quello artistico. Diventate impraticabili anche loro nel 2016, sono rimaste vuote di persone e via via riempite di arredi scolastici in disuso. Ora però, finalmente, sono uno spazio ritrovato. Liberato.

Scendiamo le scale. È l'ora del ritorno.

Troveremo una mostra con i reperti di vecchie scenografie abbinati a brevi filmati originali che rievocano alcune di quelle esperienze. Riprendano vita e umanità lo spazio sognato e lo spazio ritrovato.

Riusciremo a restituire alla città un teatro e alla scuola spazi adatti all’arte e alla cultura? Ce la faremo. Con le diavolerie di Arlecchino e di un suo caro amico, ce la faremo. E se così non sarà, saremo orgogliosi di averci provato. Divertendoci insieme.