Chi di trasgressione ferisce in quattro lingue rischia grosso.
Nel 1999, insegno italiano e latino in una quinta del liceo linguistico. Da qualche anno il linguistico si è strutturato intorno a un nuovo impianto. Si chiama Cratilo e prescrive che le classi sviluppino un’area di progetto comune fra le discipline. Quella modalità che allora si chiamava, -oggi si sente meno-, multi- o pluridisciplinare.
Ci viene l'idea di allestire uno spettacolo teatrale in più lingue. Possono starci italiano, latino, inglese, tedesco e russo. Il tema è Poesia e trasgressione nella letteratura del Novecento. Nel corso dell’anno proponiamo lo spettacolo nella sala dei pilastri nel seminterrato dell’ala est del liceo che un po’ alla volta bonifichiamo e adattiamo a spazio laboratoriale. Lo spettacolo piace. Lo replichiamo diverse volte a marzo. “Tutte le classi dovrebbero vederlo”, dice una collega. A maggio facciamo altre repliche. Piacciono.
Propongo allora alle studentesse di recitare lo spettacolo alla commissione degli Esami di Stato. Non sono convinte. Con una certa dose di diffidenza, alla fine si persuadono. La commissione non vuole vedere lo spettacolo. Faccio chiedere ai Commissari di poter illustrare il progetto. La Commissione si rifiuta.
A.S. 1998/1999, 29 maggio 1999 | Classe V CL | Poesia e trasgressione. | Spunti da Letteratura e Arte del Novecento
Testo | Musica | Diapositive
Per la prima volta adottiamo il diario di bordo. Durante il laboratorio a turno le studentesse scrivono impressioni e descrivono azioni su una vecchia agenda.
(trascrizione a cura della classe 2F, 5 febbraio 2026)
29 gennaio 1999, ore 11:50
“Non solo diario, ma ogni tanto fare delle foto per vedere come si lavora”. Questo il 1° avviso del prof. Savoia.
C’è silenzio adesso. Claudia V. comincia a recitare la sua parte della “prekrasnaja dama”. Il prof dà dei suggerimenti. Loredana sta spiegando la sua parte e il prof. spiega come deve muoversi. La bella dama deve girare attorno ad una colonna.
Il prof. sta dicendo che bisogna togliere tutto ciò che è poetico. Ora si prova. Qualcuno tossisce, il prof. dice che non è necessario che il pubblico capisca tutto.
È entrato pure il vicepreside e Savoia sta spiegando come si svolgerà la festa dell'arte, noi in quella sala, il gruppo del pomeriggio nell’altra sala. La Chiara sta parlando con la Roby e Savoia dice che noi qua sotto siamo circa 800 metri dal 1° essere vivente. La Sara T. è in una sorta di dormiveglia. Si è svegliata, ride. Ora viene a curiosare cosa scrivo, ma non riesce a leggere tutto.
4 febbraio 1999, ore 8:35
Ora di inglese. Il brano in questione è HOWL di Allen Ginsberg. Introduzione tranquilla in inglese recitata da persona velata e in nero che sta in piedi in mezzo alla sala. In seguito un gruppo di alunne pazze recita, urlando e dimenandosi, versi del tipo: Moloch solitude Moloch nightmare.
5 febbraio 1999
DEUTSCH. Stiamo passando al secondo testo TIBETTEPPICH. “Come pensavate di farlo” chiede Schöf con la sua “r” alla tedesca (che simpatica).
Che bello però scrivere il diario in ogni riga e poi vedere tutte le paroline attaccate… Stanno parlando di SOGNO. L’elemento eversivo è che parla d’amore, ma c’è di mezzo anche la guerra. Qualcuno sta simulando lo sganciamento di una bomba… sembrano + degli “oseletti che zifolano”. La Roby è sul disperato andante perché si è accorta di quanto è lunga la sua poesia… ops… che è anche la mia… L’amico Kaspar che è morto, poveretto… ma poveretta anche me ad impararmela tutta: non sarà proprio una passeggiata di salute. Cavoli forse dovrei concentrare più l’attenzione sulle decisioni delle poesie che non sulle mie considerazioni personali. Adesso ci provo.
È entrata la nuova prof di russo (io, Lory, Claudia f, Lallina commentiamo…). Lara è lì che parlotta con “codesta prof”.
Adesso siamo passati ad ARP. È la mia poesia. Mi sono spostata, così sento meglio. Prendere un bambolotto (dice la Lory) e poi, continua la Roby: ce lo sbattiamo su e alla fine “OSTI, È MORTO” (parole testuali).
Beh. È suonato. Adesso stanno tutte "fogando" dietro allo stereo nuovo che abbiamo magicamente trovato quando siamo arrivate. Che bomba!
La Lory vuole provare Kaspar, io più che altro ho voglia di scrivere. Ma non perchè non ho voglia di fare teatro, solo che oggi ho la cosiddetta ISPIRAZIONE. E poi è divertente scrivere quello che fanno le altre senza che loro sappiano come io scrivo. ʍ LA CENSURA!
C’è la Lory che saltella tipo CANCAN. Non c’è + il prof. Pamy, Laura e non vedo chi (per colpa di quelle cavolo di colonne che mi tolgono la visuale) stanno, boh, come dire… starnazzando ma con un verso che assomiglia + alla scimmia. Comunque stanno recitando. Mi giunge all’udito LIFE IS A FLOWER (Ace of Base). E ciò significa che dopo svariati tentativi sono riuscite ad accendere la radio-bomba-stereo.
Adesso ci sono la Fede e la Lory che fanno la “Contessa Eva Pizzardini Ba“ mi sembra. Adesso Loredana e Federica ricominciano a insultarsi. “Giullare”, “Vacca”, “Pitocco”, ecc. Sono ai limiti della stanza una da un lato, l’altra opposta a lei. Adesso cominciano a dirsi gli insulti e il tono della voce si alza man mano che vanno avanti col battibecco. Il professore sta spiegando a Federica come dire “smencitissima vacca”.
Adesso Federica e Loredana vanno a provare nell’altra aula e di qua andiamo avanti invece con Giulia “Donna di dolori” della Valduga. Con voce molto silenziosa e molto fluente comincia a ripetere questa poesia, appoggiata alla colonna. Nell’aula c’è un gran silenzio. L’unico rumore che si sente a parte la voce di Giulia è quella di Claudia che suggerisce, e i passi del prof che cambia posto per vedere i vari punti di vista.
19 febbraio 1999, ore 11:00 Tedesco
2 ore x trovare la chiave del teatro!
Si ripete senza fermarsi la prima scena. ”All’inizio quando la Lara si gira”. La Lara non si trova più dispersa nel labirinto Davinci. Dove sarà? E la Sara sarà con lei? Chissà! Se le ha rapite qualcuno? Claudia V. è andata a cercarle ma niente. Allora un gruppo si è offerto volontario per le ricerche. Sono tornati con la Claudia F.
Dopo un’ora di discussione riguardo gli attuali casini ”del Davinci” (gli scoop della preside…) ”abbiamo ripreso a fare teatro. Melanie sta recitando con qualche incertezza, la sua poesia di Rebora. Adesso c’è silenzio… Il prof le suggerisce di riprendere da capo. Lo sguardo del prof è perso nel vuoto. Dalla sua faccia sembrerebbe… no dai, non lo dico. Le consiglia di ripeterlo ancora da capo scandendo però maggiormente le parole. La sonorità è la cosa più importante di questa poesia. Le suggerisce di fare come se ogni parola fosse un coltello, ogni verso una coltellata.
È un po’ monotono sentire sempre sta SLOIA che non so neanche cosa vuol dire. Oh no! Ancora sloia e croia. C’è solo il prof. che ascolta. Risata generale… non era solo lui che ascoltava. Il prof si è alzato per far vedere alla Melanie come si deve muovere. (Io e Claudia notiamo una leggera perdita di peso del prof). Adesso è entrata anche Laura T.: non ha una faccia molto convinta e sbuffa. (starà pensando all’Andrea?). Cavoli, oggi sono proprio in TILT. Ma adesso basta CONCENTRAZIONE. Il gonzo pecorame. Ma che roba è?
Oh, manca poco al suono del campanello.
5 marzo 1999, ore 11:05
Abbiamo avuto un po’ di problemi con le chiavi come l’altra volta. Sarebbe meglio lasciarle dall’Agostino.
Ancora Tibetteppisch, la scena si conclude con una risata generale perché Schöf ogni volta cambia qualcosa e loro non si ricordano. Schöpfberger se ne va perchè è finita l’ora. Per il momento siamo “In balìa” di noi stesse. NO prof in the room, “nobody on the stage”. Sara T. distribuisce “morositas” per aumentare la nostra concentrazione calorica… Ognuna di noi chiacchiera del + e del -; Lara, sedutasi vicino a me proprio ora, sta ripetendo la sua poesia di italiano. È tornata Claudia V. che era stata in classe per riprendersi l’ombrello dimenticato. Cominciamo a ridere e a parlare di cose molto futili.
Precisiamo: è il cambio dell’ora. È un nostro diritto in questo breve arco di tempo parlare di cose “poco profonde”. Lara racconta una barzelletta. BLA BLA BLA… ma dov’è finito il Savoia? Attendiamo. Roby intrattiene. Tutte l’ascoltiamo attente.
È arrivato il Savoia. IL LAVORO CI CHIAMA. Si decide cosa provare. Il prof ci consiglia di vestirci completamente di NERO (“che allegria”) per provare le scene. Forse già lunedì registreremo qualcosa. Il nostro scopo, dice il prof., non è creare un lavoro perfetto ma documentare il percorso che abbiamo fatto. Di materiale ne abbiamo molto, si tratta solo di sintetizzare e occuparsi dell’aspetto MUSICA-COSTUMI. Un problema è solo quello di trovare un nesso per legare Howl col resto. [40]
19 marzo 1999 (festa del papà)
Che casino! Tutti che puliscono, che si danno da fare! Che bravi! La Lara sta scopando giù dalle finestre 10 anni di polvere. Il Savoia e il Picone stanno costruendo il sipario. Che polvere. La Chiara sta impalata in mezzo alla stanza. I ragni stanno conquistando la nostra stanza da teatro.
La Loredana sta attaccando con lo scotch dei cartoni. La Mastro sta mangiando. Il Picone ha costruito ingegnosamente l’occhio di bue. La Giulia sta cercando i suoi pantaloni. Ma come??? Agostino ha proposto di mettere un piatto per le offerte. La Lara sembra la donna delle pulizie. Il Picone e il Savoia stanno cercando dove mettere i proiettori. Manca d’Alonzo. La Loredana si aggira con un taglierino megagalattico. La Roberta va in giro con un berrettino da Kaspar tutto colorato. È proprio carica! La Melanie sta guardando il suo tema di inglese fatto un mese fa. La prof di russo fa l’ovetto! Abbiamo il sipario trasparente! A cosa serve? L'Agostino ci aiuta. Il nostro metro per misurare è un pezzetto di spago. È proprio teatro povero! Il Picone ci lascia e va a udienza.
È arrivata la Laura T: si è tagliata i capelli e si é fatta le mensch (non so come si scrive): é veramente carina così! È l’Andrea che fa quest’effetto. Laura T tossisce. C’é un piatto in mezzo al teatro. Non si sa a cosa serva. L’Agostino ce l'aveva portato suggerendo di usarlo per l’elemosina.
Claudia V. ripete la sua parte di inglese poi confronta i suoi pantaloni con quelli della Roby: sono quasi uguali. Cambiano solo per le pieghe. Chiara: “Abbiamo fatto le tapparelle. Potrebbe pagarci la scuola”. È arrivato il regista (non è Kubrick, è morto l’altro giorno). Ci accontentiamo del d’Alonzo. Roby suggerisce che mensch si scrive mence. “Così? Roby: “Sì!
Io li voglio vita bassa perché non fanno vedere la pancia. C’é una discussione su vita alta e vita bassa, nata dai miei jeans neri. Claudia F.: “Guarda che uomo. Guarda che uomo!” Claudia V. vuole fare bungee jumping saltando dalla finestra: le manca la corda! Sta scocciando le finestre insieme all’Agostino per oscurare il teatro. Ci sarà un effetto sensazionale di luci da discoteca ! Ma va là! C’é un secchio del mocio vileda. La Lara si è lavata le mani nell’acqua sporca.
Abbiamo provato l’effetto notte x due volte, anzi tre. Lara gira con la scopa, ma non scopa! C’é un dilemma. qual è l’ etimologia di lapis? La Roby è bellina con le orecchie in fuori: fa Kaspar! Qc. cinguetta: chi é? È lo stereo. L’Agostino è un cacciatore. Sta cercando l'uccellino. Vuole ucciderlo. Che vergogna. Aboliamo la caccia! Non si sente + il cinguettio. L’uccellino é morto? Chissà!
È arrivato il Robert con il Picone. Non si sa dove proiettare. Cosa? Savoia: qui o qui? Uno là, uno qua che lo vedano questi qui e poi là.
Tonfo. Stava per cadere una finestra. È colpa della Claudia V. che invece di tenere la finestra stava ballando!
La Pamela scopa: “Ma il Schoefberger non c’é? “ Roby : “È qui. È vicino a me”. Claudia V. balla sulle note di “Pretty Woman" e anche le altre si scatenano! È tutto buio. Loredana: ”Sembra una discoteca”. Altre voci: ”Che bello!”, ”Bellissimo!”. Roby imita Fabius. Si sono riaccese le luci. Fede e Giulia poi anche Claudia F. ballano il Rock and Roll.
Finalmente il mitico DIARIO approda anche fra le mie mani. Ho tentato per mesi di sottrarlo alle mie infide compagne ed ora… ce l’ho fatta.
In questo momento d’Alonzo sta armeggiando con la telecamera e Fede e Laura P. stanno distruggendo il mio strumento di lavoro: lo stereo. Ebbene sì, mi sono accaparrata il posto di tecnico del suono!
Claudia F. si gode un po’ di musica dei nativi d’America considerata da sua madre “musica da funerale” e per questo proibita in casa Fontanari. Sara T. sta provando le coroncine di fiori x per la sua parte (sembra Giulio Cesare). Savoia osserva soddisfatto il risultato del nostro lavoro. Claudia V. si è seduta vicino a me e sta ripassando la sua parte di russo: quindi capirete i miei errori di sintassi. Schöfberger sta aiutando Laura e Fede a distruggere lo stereo. Sara F. se ne va in giro con un secchio di acqua, per ottenerlo da un bidello ha dovuto mimare l’azione del pulire per terra! Incredibile, sono già stanca di scrivere. Vado alla ricerca di qualcuno che mi dia il cambio.Schöfberger rifiuta la mia proposta.
Stiamo raccogliendo i nomi di tutte le persone che hanno partecipato a questo spettacolo. A breve li inseriremo. Chi sa di aver partecipato, può aiutarci compilando questo modulo. Se qualcuno non vedesse comparire il proprio nome o quello di altre persone, può segnalarcelo con un messaggio a sottoildavinci@gmail.com