Tre giorni naufrago in mare l'eroe greco. Come tanti che viaggiano oggi per mare. Se si salvano, capita di trovarne alcuni in carcere.
Amedeo Savoia
Il laboratorio si è svolto a cadenza settimanale secondo quanto pianificato fra l’11 marzo e il 10 giugno 2013. L’11 giugno abbiamo messo in scena lo spettacolo dal titolo “Ulisse e il velo” alla presenza di circa 130 detenuti e una cinquantina di ospiti esterni. Il 17 giugno abbiamo tenuto un momento conclusivo di bilancio.
Gli incontri sono stati formalmente di due ore ciascuno, anche se i tempi di arrivo e ritorno alle celle a volte hanno ridotto il tempo di lavoro effettivo benché noi siamo entrati spesso con largo anticipo nel teatro del carcere per preparare l’allestimento tecnico (audio e luci) e scenografico in modo da sfruttare al meglio il tempo a disposizione.
Il laboratorio è stato frequentato con regolarità da circa 20 detenuti, 17 dei quali hanno partecipato anche allo spettacolo. La disponibilità alla proposta e la voglia di mettersi in gioco da parte dei partecipanti ci è sembrata molto alta così come l’apprezzamento da parte del pubblico presente come testimonia anche la ricca rassegna stampa. Nel gruppo abbiamo incontrato musicisti, danzatori, artigiani di qualità per i quali sarebbe opportuno creare opportunità per sviluppare la vena creativa e artistica in loro possesso. Su questo aspetto siamo stati contattati dagli operatori del carcere per elaborare un percorso specifico con un detenuto con l’obiettivo di fargli realizzare un cd musicale. Sarebbe interessante trovare il modo di allargare anche ad altri questa opportunità. Va tenuto conto peraltro che il nostro obiettivo era quello di coinvolgere nel processo artistico tutti i partecipanti anche quelli apparentemente meno attrezzati. Ci siamo riusciti in quanto tutti i partecipanti hanno avuto uno spazio nello spettacolo. Non sempre facile è stata l’interazione con gli operatori interni, ma nel complesso si è riusciti sempre a trovare una soluzione adeguata per contemperare il nostro entusiasmo con le comprensibili esigenze di sicurezza.
La drammaturgia dello spettacolo è nata durante il laboratorio con il contributo dei testi scritti dai detenuti a partire dallo spunto letterario fornito dal naufragio di Ulisse del quinto libro dell’Odissea. L’episodio omerico ci ha consentito di lavorare sui seguenti concetti: eroe, viaggio, ritorno a casa, speranza, affetti, naufragio, resistenza nelle avversità, libertà. A questi temi i detenuti hanno collegato le loro storie personali e questo ha consentito di confezionare un testo originale carico anche dei sentimenti, del vissuto e delle emozioni dei detenuti. In particolare lo spunto classico è risultato fertile per associare momenti altamente drammatici a un’energia vitale positiva. Il velo che Ulisse riceve da una dea al momento del naufragio e gli consente di sopravvivere è stato per noi la metafora di ciò che nei momenti di massima sofferenza ci dà la forza di resistere. Questa situazione ha trovato ampi riscontri nel vissuto di numerosi detenuti.
Il laboratorio di teatro si è incrociato con un percorso sull’arte in carcere di Scuola d’autore di Iprase a partire dal film Cesare deve morire dei fratelli Taviani. Il 3 maggio 2013 presso il teatro del carcere un centinaio di studenti dei licei trentini assieme a un gruppo di detenuti hanno incontrato Fabio Cavalli, coautore del film e regista teatrale attivo da una decina d’anni nell’ala di alta sicurezza del carcere di Rebibbia. Durante l’evento sono stati presentati dai partecipanti del laboratorio alcuni pezzi musicali e un breve frammento scenico.
Vista la disponibilità di una sala polifunzionale presso la casa circondariale di Trento, sarebbe opportuno verificare la possibilità di dare continuità e stabilità all’offerta di attività artistiche nel carcere per la loro efficacia formativa e rieducativa. Fabio Cavalli ha ricordato che nella sua lunga esperienza ha verificato che chi partecipa ad attività artistiche in carcere ha un tasso di recidività del 5% rispetto al 60% di chi non attinge a queste opportunità.
Stiamo raccogliendo i nomi di tutte le persone che hanno partecipato a questo spettacolo. A breve li inseriremo. Chi sa di aver partecipato, può aiutarci compilando questo modulo. Se qualcuno non vedesse comparire il proprio nome o quello di altre persone, può segnalarcelo con un messaggio a sottoildavinci@gmail.com